Piedi nel Fango, Occhi alle Stelle
Tutte le mattine mi sveglio ed eccola lì, davanti a me, la mia pallina da spingere.
Non siamo poi così diversi da questo piccolo scarabeo, che un po' cu fa ribrezzo e un po' ci fa simpatia. Ma lui se ne frega. Lui va. dritto per la sua strada, con la sua pallina che è casa, nutrimento ed eredità. E la accetta, senza lamentarsi se la porta in giro consapevole che è parte del suo essere. Non è un peso esterno, è il suo progetto di vita.
C’è qualcosa di profondamente umano in questo: trovarsi tra le mani una materia difficile, ingombrante, magari lasciata lì dal caso o da altri, e decidere di farla rotolare comunque. Senza scuse.
Che animale straordinario. Non lo ferma nessuno. Mentre noi ci perdiamo in un bicchiere d’acqua, lui va avanti in linea retta. E sapete come fa? Usa le stelle. È l'unico al mondo che, pur spingendo un fardello a terra, mantiene la rotta guardando la Via Lattea.
Ma qualcuno se ne è accorto. Non a caso gli antichi Egizi lo associavano a Khepri, il dio del sole nascente. Lo veneravano perché vedevano in lui la forza di chi spinge la luce fuori dalle tenebre ogni singolo giorno.
Forse dovremmo imparare da lui a non guardare troppo la palla che spingiamo, ma la direzione che abbiamo preso. Accettare il carico modellarlo e non smettere mai di muoversi.
Piccolo stercorario, vai, spingi il tuo fardello oltre il prossimo ostacolo. La strada è lunga, ma il cielo è dalla tua parte.

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