Come in uno specchio
Zway-Addis Abeba son 4 ore e mezza di macchina. Gli italiani durante la guerra han fatto un gran lavoro qui, a partire dalle strade asfaltate. Un asfalto che è rimasto ancora oggi in alcuni tratti sulla grande strada che taglia l'Etiopia da nord a sud. Il resto è polvere, sassi, terra arida. Una mucca ci guarda passare: riesco a contarle le costole; il pastore la segue a piedi e la sferza per farla muovere. Sorride. Anche a lui si contano le costole. Rallentiamo. Alcuni sassi in fila sbarrano la nostra corsia: sta per passare un treno; il camion che ci precede li evita, quasi senza frenare, facendo una incauta chicane. Il carico di stracci che porta ondeggia pericolosamente da una parte all'altra sballottando le persone che ci viaggiano sopra. Li sorpassiamo mentre ci salutano. Il sole è alto. Come tutte le mattine un temporale rinfrescato per mezz'ora le crepe della terra dura del deserto etiope. Alcuni alberi e delle capanne di fango coprono le sagome nere e arro...