WOW

Un misto di emozioni, ammirazione, incredulità, stupore.
In diversi momenti mi sono venuti gli occhi lucidi, in altri ho riso, mi sono esaltato, ho urlato, fischiato, applaudito. Un grande. E' stato un concerto meraviglioso. Ho visto fare delle cose da un uomo solo con la sua chitarra che neppure mi immaginavo. Non posso descriverlo.
Certo che a vedere degli spettacoli del genere mi sento proprio il più infimo dei chitarristi, come un bambino che strimpella la sua chitarrina giocattolo.

Tommy è un personaggio fantastico: a metà tra un musicista e un attore, anzi un clown. Lui non suona la chitarra. No lui ci gioca. Guarda caso in inglese
(Tommy è australiano) il verbo è lo stesso suonare/giocare: play. Ecco ha giocato. E la chitarra ha giocato con lui. Non era un uomo che suonava uno strumento, ma un uomo e la sua compagna che dialogavano in armonia. Lui la accarezzava, la solleticava, la batteva e Lei gli restituiva suoni meravigliosi, vibrati intensi, atmosfere evocative.

Un pezzo: INITIATIONS. In questo pezzo, dedicato agli aborigeni australiani, abbiamo veramente vissuto un'esperienza quasi mistica, attraverso suoni, vibrazioni, che evocano Dei, spazi immensi, riti ancestrali. C'era proprio un che di rituale. Il teatro si è fermato, il tempo si è fermato, sembravamo tutti sospesi nell'aria cullati da un fluido di note, di suoni, che ci sosteneva. Per finire con dei tonfi profondi, cadenziati, sì un battito, che ti sentivi dentro era il battito del cuore che piano piano si affievolisce. E rimani così, stordito con quest'onda che ti ha attraversato e lo vedi allontanarsi come una nuvola turbolenta, un uragano che passa e si allontana verso altre destinazioni.

E poi tutti gli altri pezzi. Meravigliosi. E naturali. Sì forse la cosa che stupisce di più è come sia naturale. Lui scherza e la sua chitarra sta al gioco e gli risponde. Una grande Armonia.

Un grosso complimento anche a Daniele Bazzani, che ha aperto il concerto. Anche lui ha saputo regalare emozioni inaspettate.

Commenti

Omino di Ferro ha detto…
"Well, there are so many things that I feel I want to do. I think a person can't be everything that they want to be before their time. I think everything that's happening to me is happening at a time when it's meant to happen. I'm not going to stand here and complain about the timing of everything in my life. I'm going to say that I'm going to do my best every time I get out there, and I believe that I'm doing the right thing. I'm doing what I'm called to do." T. Emmanuel

non è una musica per tutti, questa. devi metterlo in conto. va maturata. è come l'opera, è come una mostra di arte moderna, è come poesia sperimentale. non è impossibile, ma a volte non è immediata. quindi è un fatto di sensibilità personale, di passione, di interesse.

eppure queste corde pizzicate dovrebbero essere come uno di quei massaggi riequilibratori, dopo qualsiasi tipo di giornata. anche la più storta.

è come una colonna sonora, il tema sotto il dialogo che porta al climax. non è forse quel famoso sottofondo di cui si parlava l'altro giorno?

ho sentito una indimenticabile somewhere over the rainbow, suonata da questo signore.

dovresti usarla come sottofondo mentre la guardi negli occhi...
NoIsE ha detto…
Non a caso in uno dei miei post più sotto trovi Somewhere over the rainbow... e comunque l'ha eseguita anche ieri sera.

Però quando ti senti dire che è "diuretica"... (il commento non era riferito a TE ma a Bazzani... ma poco importa)

Io penso che importi di più l'atteggiamento con cui ci poniamo di fronte ad un'opera. Un ascolto distratto può essere anche soporifero. Però se si cerca di capire come funziona, perché vengono fatte certe cose, perché di quelle scelte, cercare di capire le emozioni che si vogliono trasmettere. Allora si riesce a gustare pienamente un'opera. Bella o brutta che sia. Al di là del gusto personale. Il problema è che non siamo abituati a farlo. Dovrei scrivere un post su questo...
NoIsE ha detto…
Ah, voglio aggiungere una cosa: ieri c'era la possibilità di capire di approfondire e anche di farsi spiegare. Ero lì. Bastava chiedere. Non vedevo l'ora. Ma perché sforzarsi?
Omino di Ferro ha detto…
le parole sono fonte di malintesi, disse la volpe al piccolo principe. beh si, "cercare di capire" è il segreto di tutto. a volte basta chiedersi solo "perchè?". pazienza, giovane skywalker. non tutti abbiamo la stessa curiosità di scoprire e a volte nemmeno ci accorgiamo che la dea bendata ci cammina a fianco.

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